Alta montagna e psicosi

Nel periodo invernale la montagna è sicuramente la meta più ambita.

Distese bianche, neve soffice, case in legno, caldi camini accessi pronti ad aspettarci, una cioccolata calda e un’ atmosfera che solo in mezzo alle montagne innevate si può avere.

C’ è chi invece la montagna la vede come un’ impresa. Basta pensare all’ alpinismo ad alta quota. Esperti alpinisti e scalatori che decidono di scalare montagne altissime per arrivare a quote davvero oltre l’ immaginabile.

Spesso si è sentito parlare di mal di montagna. In realtà questo non esiste.

Gli effetti che si hanno oltrepassando una determinata quota hanno delle motivazioni ben precise.

Uno studio italiano ed austriaco lo hanno dimostrato.

Oltre i 700 metri la mente umana subisce degli stimoli nuovi. Appaiono delle visione, si sentono voci estranee e tutto appare strano e diverso. Questo fenomeno prende il nome di psicosi d’ alta quota. Sono allucinazioni sensoriali e percettive.

Alcuni testimoni affermano di aver sentito persone parlare, o addirittura di sentire odore di arrosto o altri cibi caldi. Alcuni hanno anche dichiarato di essere sicuri di aver sentito una presenza costante al loro fianco.

Prima di questo studio si credeva che queste allucinazioni facessero parte del mal di montagna. Ovvero della difficoltà del corpo ad adattarsi a temperature basse e bassa pressione atmosferica.

In realtà dopo aver esaminato attentamente ben 83 casi è stato confermato che questa forma di psicosi non ha nulla a che vedere con il mal di montagna.

Lo studio però è ancora aperto in quanto deve essere ancora trovata e provata la vera causa di tutto ciò. Si pensa che oltre i 7000 metri di quota il cervello comincia come una sorta di rigonfiamento causando queste allucinazioni.

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