I perché delle superstizioni

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La superstizione fa un po’ parte di tutti. Chi non ha mai incrociato le dita, toccato ferro, evitato di aprire l’ ombrello in luoghi chiusi, gettato il sale alle spalle una volta caduto e molto altro.

Eppure siamo sicuri di sapere da dove nascono queste abitudini superstiziose? Scopriamolo insieme.

  • Non passare sotto la scala. La scala appoggiata ad un muro forma un triangolo e la forma del triangolo ricorda la Trinità. Nella Bibbia poi la scala è presente in molti passi e Maometto disse che la scala conduce fino ad Allah. Ecco quindi che si pensa che passare sotto la scala possa chiamare la rabbia delle divinità.
  • Gatto nero. Il gatto nero è stato associato fin dall’ antichità alle tenebre e quindi al demonio. Questo perchè i felini vivono molto anche di notte e vedono tranquillamente anche al buio. Ecco quindi che il gatto nero è collegato al demonio e quindi alla sfortuna.
  • Non aprire l’ ombrello in luoghi chiusi. Questo avviene per due motivo. Il primo è che l’ ombrello aperto richiama il baldacchino sopra la testa del prete durante l’ ultima unzione. La seconda perchè l’ ombrello in casa serviva per ripararsi dalla pioggia quando il tetto rotto, ecco quindi che aprirlo senza motivo porterebbe molta sfortuna.
  • Specchio rotto. Chi rompe uno specchio avrà sette anni di sventura. Questo perchè lo specchio riflette l’ immagine di una persona quindi romperla equivale come a rompere quell’ immagine e quindi uccidere o fare del male alla persona. Il numero sette arriva dai romani che ritenevano che la vita si rinnovasse ogni 7 anni.
  • Far cadere il sale. Qui abbiamo un doppio motivo. Una volta il sale era molto costoso quindi farlo cadere era un vero delitto. Inoltre il sale sul terreno fa si che il terreno sia meno fertile ecco quindi che una volta quando si viveva di agricoltura questo era un vero problema.

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